Parto e Post Parto

La valigia per l’ospedale: le cose utili per mamma e bebè

La borsa per il parto

Quando si scopre di aspettare un bebè, inizia un percorso di preparazione non solo al parto – grazie, per esempio, all’aiuto dei corsi preparto organizzati dalle strutture ospedaliere – ma anche a tutto ciò che serve per accogliere nella maniera adeguata il bimbo che sta per nascere. Si pensa alla cameretta, alla culla, al passeggino, tutti gli elementi utili per il bebè, senza tuttavia dimenticare la preparazione della valigia ospedale, che è meglio organizzare non appena la data del parto si fa più vicina. In genere, i consigli ed i suggerimenti più utili vengono forniti dalla clinica stessa in cui si partorirà: durante il corso preparto, viene data alle future mamme una lista di tutto ciò che serve per accogliere il bebè nei primi giorni di permanenza in ospedale. Questa lista può variare a seconda delle esigenze e delle regole di ogni struttura: il numero di vestitini e di prodotti per il bimbo è variabile in base all’ospedale, che in genere offre una lista specifica di tutto ciò che potrebbe servire a mamma e bebè nei giorni di ricovero.

È comunque importante organizzare la valigia per l’ospedale a partire dal settimo mese di gravidanza: in questo modo, si ha tutto il tempo per preparare indumenti, vestitini e prodotti utili, anche a seconda della stagione in cui il bimbo dovrebbe nascere. Un consiglio pratica può essere quello di preparare un borsone, perché esso è più ‘flessibile’ e può facilmente entrare in un armadio dagli spazi ristretti.

 

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IL PARTO CESAREO

I motivi che possono indurre a praticare un taglio cesareo sono molteplici.

La maggior parte dei tagli cesarei elettivi, infatti, viene praticata quando alcune cause preesistenti possono mettere a rischio la madre ed il bambino se sottoposti ad un parto vaginale.

In alcuni casi, sebbene si possa tentare come prima scelta un parto vaginale, il parto cesareo risulta essere la procedura che presenta i rischi minori.

 

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Corso preparto: quali argomenti?

L’importanza di partecipare ad un corso preparto è ormai consolidata e molti neogenitori sono convinti dell’aiuto che questi incontri possano dare, sia durante la gravidanza e il travaglio che in preparazione alla vita quotidiana con il neonato.

Esistono corsi di accompagnamento alla nascita molto diversi fra loro, proposti da varie figure professionali: l’ostetrica è la professionista più adeguata per l’organizzazione e la conduzione dei corsi preparto, in quanto esperta della naturalità del parto e della gravidanza e figura di principale di riferimento anche nel puerperio. Le tematiche affrontate nei tanti corsi proposti sono svariate, ma ci sono alcuni argomenti che non possono mancare all’interno di un buon percorso di preparazione al parto e sono i più richiesti dalle coppie partecipanti.

 

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I benefici della danza del ventre in gravidanza

 

Hai mai pensato ad un corso di danza del ventre in gravidanza? Movimenti lenti e circolari del bacino e della zona pelvica uniti a note basse e a movimenti delicati e fluidi: ecco i principi che regolano l’attività della danza del ventre per gestanti. Tali movimenti aiutano a tonificare i muscoli addominali e attenuano i dolori della colonna vertebrale; questa danza infatti va a lavorare su una specifica regione del corpo (il bacino e l’area del ventre) e su queste zone concentra un lavoro dolce ma efficace.

La danza del ventre in gravidanza è una scelta sempre più frequente per le future mamme, soprattutto per coloro che faticano ad entrare in sintonia con il pancione e con i cambiamenti naturali che il corpo della donna subisce durante i nove mesi.

 

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Il parto assistito

parto assistito

Questa tipologia di parto si dice anche “parto strumentale” ed è un termine che solitamente incute timore in quanto viene prospettato quando il bambino non nasce di parto vaginale naturale.

Solitamente si rende necessario facilitare il parto vaginale con l’uso di strumenti specifici quali ad esempio la ventosa o il forcipe qualora il travaglio si sia prolungato oltremodo  o se nel secondo stadio di esso siano sorte delle complicazioni.

Lo scopo del parto assistito è fornire un aiuto dall’esterno alle naturali contrazioni uterine per guidare il bambino fuori dal canale del parto.

 

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IL PARTO PODALICO

Il numero dei nascituri con presentazione podalica ovvero con le natiche rivolte verso il basso è direttamente collegato all’età gestazionale del feto. Si nota, infatti, che alla 28 settimana il 20 % dei bambini è podalico ma, durante il terzo trimestre, la maggior parte di essi tende a girarsi in posizione cefalica; al momento del parto soltanto il 4 % dei feti risulta rimanere in posizione podalica.

 

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Il parto gemellare

Il numero dei parti gemellari ha subito un forte aumento negli ultimi vent’anni a causa della fecondazione assistita e delle terapie volte a contrastare l’infertilità.

Sono molte le donne oggi che partoriscono i loro figli in età ormai adulta ed è noto che all’aumentare dell’età materna corrisponde una maggiore incidenza delle gravidanze gemellari e addirittura trigemine.

Le gravidanze in questione presentano un maggiore rischio di complicanze che vanno dal parto prematuro al ritardo della crescita intrauterina, all’anemia, alla pre-eclampsia, alla placenta previa,…

Nei parti plurimi risulta essere, inoltre, più elevata l’incidenza della paralisi celebrale.

 

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