Test Prenatali

AMNIOGRAFIA

L'amiongrafia è un esame  di tipo radiologico e consiste nell’iniettare una sostanza di contrasto all’interno della cavità amniotica per avere la possibilità di visualizzare nella radiografia anche le partii molli del feto che risultano invisibili ai semplici raggi X.

Consente di rilevare eventuali anomalie del feto.

Oggi questo tipo di esame è andato quasi completamente scomparendo sostituito da analisi potenzialmente meno rischiose di tipo ecografico.

 

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FETOSCOPIA

 

La fetoscopia è una tecnica di indagine di tipo invasivo che consiste nell’introdurre nel collo dell’utero un endoscopio illuminato.

Si esegue alla diciottesima settimana di gravidanza.

Questo endoscopio permette di visualizzare il feto ed in particolare è in grado di permettere di visionare arti, genitali, colonna vertebrale e cute.

 

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TEST DIAGNOSTICI PRENATALI VILLOCENTESI

Questo tipo di esame è detto anche “analisi dei villi coriali”.

I villi coriali sono alcune sporgenze simili a dita poste sulla sommità del corion (membrana più esterna dell’uovo fecondato) e sono geneticamente identici al feto.

Si sviluppano prima del liquido amniotico e questo fa si che la loro analisi possa fornire informazioni preziose sul corredo genetico e l’assetto cromosomico del bambino (cariotipo) con largo anticipo rispetto all’amniocentesi.

La villocentesi è un test diagnostico prenatale invasivo  che solitamente viene eseguito tra l’11 e la 13 settimana di gravidanza ma può essere prescritto anche successivamente qualora se ne presentassero particolari esigenze.

 

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I CONTROLLI PRENATALI: ESAMI SPECIALI

Per verificare che lo sviluppo del feto non sia compromesso da complicanze o da eventuali anomalie, esiste una serie di esami speciali, i cui esiti sono fondamentali per il decorso della gestazione; da un lato, infatti, possono confermare che il feto non presenta alcuna malattia o difetto genetico ma possono anche rivelare la presenza di gravi anomalie che inducono i genitori a dover scegliere la triste possibilità di interrompere la gravidanza.

 

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Scegliere un test prenatale non invasivo: ecco come fare

Preoccuparsi della salute della mamma e del bambino è una priorità per qualsiasi donna che aspetta un figlio. Buone abitudini alimentari, stile di vita sano ed equilibrato, ma anche visite di controllo e test prenatali: ecco la ricetta perfetta. I ginecologi raccomandano una serie di controlli per monitorare l’andamento della gravidanza, tra i quali troviamo il test DNA fetale che rientra nei test di screening prenatale. Si tratta di test che consentono ai genitori di sapere preventivamente come sta il proprio bambino già a partire dalle prime settimane di gravidanza.

Ci sono diversi tipi di esami di screening, ma quali sono gli indispensabili e come sceglierli per avere risultati attendibili?

Per valutare a quale test sottoporsi bisogna considerare per prima cosa quanto precocemente si vuole sapere come sta il proprio bambino.

test prenatali

 

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DOPPLER o FLUSSIMETRIA

 

Il doppler consiste nell’effettuazione di una speciale ecografia e oggi è disponibile nella maggior parte delle strutture ospedaliere.

Questa ecografia si serve di immagini a colori o in bianco e nero per analizzare il flusso sanguigno tra la placenta ed il feto attraverso il cordone ombelicale.

Il doppler sfrutta, infatti, un tipo di onde sonore diverso da quello elle ecografie tradizionali: queste onde rimbalzano facendo muovere i globuli rossi in modo da registrare la rapidità dei loro movimenti all’interno dei vasi sanguigni fetali.

 

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I CONTROLLI PRENATALI MALATTIE A TRASMISSIONE SESSUALE

Tra gli esami normalmente prescritti alle donne in gravidanza rientrano sicuramente quelli per la ricerca di infezioni a trasmissione sessuale.

GONORREA

E’ un’infezione batterica della cervice, dell’uretra, del retto o della gola altamente infettiva.  Solitamente si accompagna con infezioni quali la Chlamydia, trichomonas e la sifilide.

Questa infezione è causata nel 90 % da rapporti sessuali non protetti con una persona infetta.

Può essere asintomatica o può provocare secrezioni vaginali, dolori e bruciori durante la minzione.

Questa malattia provoca una diffusa infiammazione pelvica che porta al danneggiamento delle tube di Falloppio e causa gravidane ectopiche e sterilità.

Se contratta durante la gravidanza può provocare un parto pre-termine e un’infiammazione pelvica post-parto con diffusione sistemica che provoca dolori articolari ed eruzioni cutanee.

La diagnosi si effettua tramite tamponi cervicali e viene trattata con antibiotici a base di penicillina.

Durante la gravidanza, il bambino non è a rischio di infezione ma durante il parto può contrarre congiuntiviti neonatali o, nei casi più gravi, setticemie che richiedono cure di tipo intensivo.

 

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