Dopo la gravidanza il mio corpo non è più lo stesso.

@credit Elena la Gnappa

Oggi osservavo le mie gambe. Da quando è nato Tommaso ogni anno si arricchiscono di qualche piccola chiazza rossa, che pian piano sta formando una mappa geografica. Sarà che ho qualche chilo in più, sarà che non ho tempo di cercare sempre scarpe adeguate, sarà che la cura al mirtillo che ho fatto per anni è stata accantonata per via della gravidanza e del prolungato allattamento, sarà forse che oramai ho superato gli anta, ogni anno i capillari si fanno sempre più evidenti.

 

Tante volte ho ascoltato le mie amiche lamentarsi: chi per i chili, chi per la tonicità, chi per le smagliature, chi per la pancetta 'sblusata'. Ed è inutile. Se lavori e cerchi di dedicare il restante tempo ai figli, rimane poco tempo per prendersi cura di sè. E  da qualche parte, il nostro fisico ne risente.

Ma è davvero così importante sembrare una modella quando si è mamma? 

Non sarebbe meglio concentrarsi su altre priorità, con serenità? 

Perchè ci confrontiamo sempre con bellezze alla Elena Santarelli, che oltre ad avere dalla sua parte la genetica, soldi per pagare personal trainer e baby sitter, deve curare il suo corpo per lavoro? 

Io non ce la faccio a fare tutto. Anche se ci provo, il tempo è sempre una coperta troppo stretta. 

E, detto tra noi, non voglio che mia figlia percepisca il mio disagio. Il lato estetico è solo un aspetto della vita, non il fulcro. Non voglio che cresca con l'idea che la donna deve essere perfetta.

Mentre facevo queste riflessioni, mi è venuto in mente un post della mia amica blogger Nema, che lo scorso anno ha trattato questo argomento: Je m'en fous, un post per me catartico, che vi consiglio di leggere, in cui Nema racconta di come la sua pancia sia stata segnata dalla seconda gravidanza, gemellare tra l'altro.  Si tratta di un post in cui vengono elencati tanti buoni motivi per non dar peso a certi inestetismi, con ironia, ma anche con tanta tanta verità e sincerità.

 

Così mi è venuto in mente di lanciare una iniziativa, che possa essere liberatoria per tante donne, ua sorta di "catena terapeutica" che aiuti le donne a fare outing, perchè le donne siano per una volta solidali, e condividano e si liberino dei loro crucci.

Le blogger potrebbero scrivere un post, ma tutte le mamme (ma anche le non mamme) possono partecipare. Una foto, un piccolo sfogo sul nostro profilo Facebook, quello volete. 

Gli hashtag  da utilizzare sono: #jemenfous #lanemina #diventaremamme.

Che ne dite?

Vi aspetto!

 

P.S.: in questa foto i capillari non si vedono, è  vero. Ma è una foto che ha fatto Elena, e io ci tengo molto. Se l'avesse fatta mio marito, sembrerei un cetaceo. Elena riesce sempre a farmi sembrare carina, non so come faccia! Ecco: i miei capillari in cambio di foto belle. Ne vale la pena! :-)

 

 

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