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Nutrizionista

Il primo amore non si scorda mai: IL LATTE

consumo del latte

Il latte alimentare è il prodotto ottenuto dalla mungitura regolare, ininterrotta e completa di animali in buono stato di salute e nutrizione.

Rientra nella definizione legale di latte alimentare, cioè quello destinato all’alimentazione umana, anche il latte vaccino, più comunemente indicato come “latte” senza specificare la specie animale che per la vacca non è obbligatorio.

Sebbene il latte si possa ottenere anche dalla mungitura di altri animali come pecore, capre od asine, il latte vaccino è il più conveniente da produrre, e anche il più abbondante viste le dimensioni dell’animale

Il latte vaccino è composto da:

  • acqua (87,5% )
  • proteine (3,5%)
  • lipidi (3,5%)
  • zuccheri (5%)
  • sali minerali costituiscono prevalentemente da calcio
  • Kcal 64

 

Negli ultimi anni circolano voci discordanti, tra i maggiori esponenti della nutrizione, sui benefici o meno che il latte vaccino ha nell’uomo.

Le informazioni scientifiche acquisiti fino ad oggi ci dicono che il consumo regolare di latte e derivati nelle quantità raccomandate costituisce un fattore protettivo nei confronti di osteoporosi, ipertensione, diabete, malattie cardiovascolari e persino alcuni tipi di cancro, e che il calcio, contenuto nel latte, gioca un ruolo importante nella prevenzione dell’obesità in quanto favorisce la degradazione dei grassi della cellula e la loro escrezione.

Il latte inoltre è fondamentale per lo sviluppo cellulare in quanto contribuisce alla crescita di diversi tessuti come ossa, cartilagine, muscoli e pelle.

Tuttavia sappiamo anche che per quanto riguarda l’osteoporosi, ci sono studi che associano il consumo di latte a una maggior densità ossea, ma nessuno studio ne ha riscontrata una benché minima utilità per la prevenzione delle fratture.

Lo studio EPIC, basato sul follow-up di 500.000 persone in Europa, trova che le fratture dell’anca aumentano linearmente con il consumo di carni, diminuiscono linearmente con il consumo di verdure, e non cambiano con il consumo di latte né con il consumo di formaggi. Inoltre i latticini, essendo alimenti acidi, favoriscono il rilascio di ione calcio (basico) da parte delle ossa, per tamponare l’acidità e quindi possono addirittura favorire l’osteoporosi, che tra l’altro è pressoché inesistente nelle popolazioni che non assumono il latte. Il calcio può essere invece apportato da alimenti vegetali quali cavolfiore, lattuga, broccoli o cavoli, che sono notevolmente alcalinizzanti. Quanto al diabete, non si conoscono studi sul diabete di tipo 2 ma più studi indicano che il consumo precoce di latte bovino aumenta il rischio di diabete di tipo 1.

Gli studi documentano effettivamente che il consumo di latte scremato è associato a un basso rischio di ipertensione, ma non mostrano protezione nei confronti della mortalità cardiovascolare. Quanto al cancro, il consumo di latte è associato ad una maggiore incidenza di cancro della prostata, in quanto aumenta  IGF.1 e quindi il GH che sono anche i fattori che nutrono le cellule tumorali.

Per quel che riguarda l’obesità è stata dimostrata una certa protezione dal consumo di yogurt ma nessuna protezione dal consumo di latte ed inoltre è stato attestato che in seguito al consumo di calcio proveniente da latte e derivati non si ha alcun cambiamento di peso. Per quel che riguarda il rapporto tra latte e salute muscolare si è visto che il latte è ricco di aminoacidi ramificati, quindi potrebbe potenziare i muscoli, ma sono proprio gli aminoacidi ramificati del latte che ci preoccupano come concausa del cancro prostatico. Per evitare la perdita muscolare dopo i 50anni si potrebbe ricorrere agli aminoacidi provenienti da fonti vegetali.

Inoltre va anche tenuto in considerazione la presenza, negli ultimi anni in aumento, di individui intolleranti al lattosio (zucchero del latte) che non possiedono l’enzima lattasi, i quali devono necessariamente consumare latte delattosato (ad alta digeribilità) o latte vegetale (soia, avena, riso ecc) per evitare disturbi gastro-intestinali e gli allergici alle proteine del latte che devono necessariamente eliminare il latte e sostituirlo con latte di origine vegetale (soia, avena, riso ecc) per evitare delle reazioni immunologiche.

Alla luce di quanto detto il consiglio da dare è quello valido per tutti gli individui, eccetto quelli che presentano delle patologie e disturbi conclamati, variare l’alimentazione per permettere al nostro organismo di assumere tutti i nutrienti necessari al mantenimento di un equilibrio.

 

 

 

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