Perché è inutile vivere in competizione

vivere in competizione

Cari genitori ben ritrovati, come state? Oggi parliamo di competizione. Quale periodo migliore se non la fine della scuola per riflettere su questo argomento? Trovo la gara e la rivalità non solo  inutili, ma addirittura dannose.

Vediamo insieme perché?

Facciamoci una domanda:- Perché ricerchiamo la competizione? Da dove deriva il bisogno di competere con gli altri? Senza andare troppo lontano e alla ricerca di teorie complicate, la competizione è un elemento innato. Basti pensare a Darwin e alla teoria evoluzionistica: vince chi non soccombe. Ma nella vita di tutti i giorni è così necessario competere sempre con gli altri? Sicuramente no.

Realizziamo tutto questo perché crediamo che il nostro primeggiare ci renda migliori, più amati dagli altri e di conseguenza più felici. Nella realtà però, sebbene il più delle volte non ce ne rendiamo conto, l’obiettivo a cui tutti puntiamo è essere felici. Questo è il vero scopo della nostra vita e tutto ciò che produciamo, tutte le scelte che operiamo o le persone che frequentiamo, hanno come fine il raggiungimento della felicità.

Mettendosi in competizione con gli altri non si ottiene veramente la felicità, perché implica vivere lottando per arrivare primi e successivamente continuare a lottare per restare tali. Vivere nella competizione significa perdere l’armonia, circondarsi di  persone in continua sfida, sempre in conflitto e la voglia di riscatto si impossesserà di voi e vi procurerà solo rancore.  

Davvero vorrete spendere la vostra vita lottando, correndo e competendo? Vi conviene? Io vi dico di no, perché,  pur ammettendo che voi vinciate sempre vi sarete auto-condannati all’insoddisfazione. Non potrete mai sedervi e riposare, altrimenti qualcuno prenderà il vostro posto. Per questo vi consiglio vivamente di smettere di competere o peggio di correre. Siate grati per quello che avete, come vi ho spiegato in passato. Coltivando ciò che di bello avete, avrete sicuramente una migliore qualità della vita.

vivere in competizione

 Potreste obiettarmi che ogni individuo nella vita ha degli obiettivi e sicuramente è così. Anche io ne ho, altrimenti non scriverei per un portale. Ma vi garantisco che raggiungere i traguardi in silenzio è molto più bello e sapete perché? Perché ci si sente bene ed io mi sento bene, per il solo fatto di essere stata scelta, di avercela fatta senza ostentare e calpestare. Per essermi posta un obiettivo, quello di farmi conoscere e averlo raggiunto senza gareggiare.

Tale è la vera competizione, quella con se stessi, nel superare i propri limiti e migliorarsi sempre e per farlo non abbiamo bisogno di schiacciare gli altri o che questi ultimi ci vedano e ci dicano quanto siamo bravi, forti e intelligenti. Se scegliamo l’ammirazione altrui vuol dire che siamo interessati solo ad alimentare il nostro ego e non a migliorarci.

Voglio svelarvi un segreto: dare agli altri il potere di determinare se valiamo o meno equivale a fallire e sapete perché? Perché non si può piacere a tutti,  perché siamo esseri umani e la stanchezza prende tutti, invecchiare è l’inevitabile esito di tutti, anche delle rock star. Ecco perché quel tipo di competizione non ci fa veramente crescere e non porta alla vera felicità.

Alla prossima!

Rosaria Uglietti

Dott.ssa Rosaria Uglietti Psicologa
Consulenza alla persona e alla famiglia
Via Ludovico Ariosto 11 81031 Aversa (CE)
3339769910

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